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Il Noir secondo Paolo Roversi… e Bruno Morchio

4 febbraio 2013

IraFunestaCover

      Venerdì 8 Febbraio alle ore 18.00

la libreria BooksIN

organizza la presentazione di

Paolo Roversi

L’Ira Funesta

Il primo caso del Commissario Valdes

(RIZZOLI, 2013)

Introduce

Bruno Morchio

Sarà presente l’Autore

 

 

 

 

 

Una vecchia polisportiva della Bassa coi suoi micidiali personaggi. E un delitto che ne sconvolge gli equilibri.

Il Gaggina è un colosso di centotrenta chili, attaccabrighe di professione, con una lunga lista di precedenti penali e un’inesauribile riserva di racconti con cui intrattiene i frequentatori di una polisportiva della Bassa. Una mattina la farmacia del paese è chiusa e lui ha finito le pillole che lo tengono calmo. Così, in sella al suo motorino grida insulti di fronte alla caserma dei carabinieri, fa il matto per le strade del paese, picchia un vigile che vuole fargli la multa, poi si barrica in casa agitando una spada da samurai. Quando il corpo di un anziano, trafitto proprio da una spada, viene trovato nei campi, la situazione sembra prendere tutt’altra piega. A sbrogliare la matassa sarà chiamato il burbero maresciallo Omar Valdes, alias “Siluro”, in un’indagine ricca di sorprese e di una travolgente ironia.

All’inizio di febbraio il libro verrà lanciato all’interno del festival Nebbiagialla, che si tiene a Suzzara ed è diretto dallo stesso Roversi. Tra gli ospiti: Malvaldi, De Giovanni, Sarasso, Carrisi, Carlotto.

PAOLO ROVERSI, nato a Suzzara (Mantova) nel 1975, vive e lavora a Milano. Con Rizzoli ha pubblicato nel 2011 il romanzo Milano criminale. I suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti. 

 

“Paolo Roversi: un’autentica rivelazione per chi ha

sempre considerato i gialli letteratura di serie B.”

la Repubblica

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Il passaggio delle consegne

11 gennaio 2013

Cari amici, iniziamo quest’anno proprio concludendo quell’avventura che partita nel maggio 2007 con Books in the casba ci ha portati fino a qui. E’ con un po’ di nostalgia che vi cominichiamo che dal 14 gennaio la libreria non sarà più nostra. Ci saranno nuove persone a portare avanti quello che abbiamo iniziato noi e se ci pensate bene, in un momento come questo dove le librerie chiudono, è già di per se un piccolo miracolo.
La nostra decisione giunge al termine di una ormai triste consapevolezza, e cioè che aver investito tanto (troppo!) in una bellissima utopia (il risanamento di via Prè) ci ha tagliato le gambe. Abbiamo detto esattamente un anno fa cosa pensavamo di tutta la faccenda e se avete voglia scorrete questo blog e troverete la nostra lettera al Secoloxix.
Dunque passiamo le consegne a chi coraggiosamente decide di proseguire questo importante lavoro culturale e ci auguriamo che anche voi saprete apprezzare gli sforzi di chi più giovane di noi decide di provarci.
Un caro saluto a tutti e…..
GOOD NIGHT AND GOOD LUCK!!

Writers and friends

27 novembre 2012

IImageeri, domenica 25 novembre 2012, sono andato ai frigoriferi milanesi per il festival “WRITERS, gli scrittori (si) raccontano”.

Vorrei provare a dire cosa ho visto e cosa ho pensato tornando a casa, quali sono le mie modeste impressioni su un festival editoriale al giorno d’oggi  (per questo ho sottolineato la data nell’incipit), perchè penso che sia davvero il punto di partenza di qualunque riflessione intorno allo stato di salute del libro.

All’interno della bellissima location dei frigoriferi milanesi che vi consiglio caldamente di visitare al prossimo evento pubblico, gli organizzatori proponevano “…una nuova forma d’incontro con la letteratura, una forma raccolta, che restituisce a chi legge la dimensione di esperienza personale, emotivamente coinvolgente, attraverso l’incontro con il proprio scrittore preferito, che qui si apre al suo pubblico, si lascia avvicinare, si fa conoscere, si racconta attraverso le sue passioni, si mescola alle più diverse forme espressive.”  Bene. 

E così arrivando sono entrato in un bell’ambiente, organizzato bene, ragazzi e ragazze gentili che mi indirizzavano nei vari spazi, un bel programma graficamente semplice (e sappiamo che non sempre è così…) che mi illustrava i vari eventi della giornata. Bene.

Queste due semplici cose mi hanno messo di buonumore e bendisposto ho partecipato ad alcune presentazioni, la prima delle quali è stato il bel libro di Carlo Zanda Un bel posticino. Il mondo nascosto di Hermann Hesse per i tipi di Marcos y Marcos. 

Ho così proseguito il resto del pomeriggio passando da una presentazione all’altra e purtroppo quello che non ho trovato è stato proprio la cosidetta filosofia del festiva riportata sopra.

Si perchè di “…. nuova forma d’incontro con la letteratura..” non c’è stata traccia. 

Da anni ormai si moltiplicano i festivals letterari, da nord a sud isole comprese, e recentissimamente Bookcity (che a mio giudizio ha provato più di altri a dare una nuova forma..) ha fatto gridare al miracolo per la enorme partecipazione. Tutti, ma proprio tutti, ci propongono nuove forme di incontro tra il libro e il lettore ma quello che riscontro è solo uno sforzo per preconfezionare l’evento attraverso un titolo ad effetto ed alcune parole di contorno, dopodichè l’evento è sempre lo stesso e cioè l’autore (o più autori), la persona che modera o intervista, e se proprio vogliamo fare i “moderni” qualche fotografia o un video di contorno. Chi è del mestiere sa che sono davvero tanti anni che va avanti così, forse da sempre, e sa anche che il pubblico molto spesso non manca, anche se nel caso di Writers in effetti un po’ si ma questo dipende essenzialmente dal fatto che nel loro programma non spiccavano grandi nomi in grado di accumulare i cosidetti “feticisti d’autore famoso”…..ma questo è un’altro tema.

Quello che mi preme invece sottolineare è che questo modo di costruire l’evento porta con se delle insidie pericolosissime per il mercato (eccolì!).

Infatti, ammettendo pure che il libro sia un buon libro (e anche questo è un altro tema..) la riuscita dell’evento è messa in mano principalmente alla bravura dell’autore di raccontare il proprio libro oppure alla destrezza del moderatore di incuriosire il lettore e allo stesso tempo stimolare l’autore se magari “non ce la fa”. Purtroppo, e mi spiace dirlo, dopo 20 anni di mestiere ho capito che sono pochissimi gli autori capaci di stimolare il potenziale pubblico e spesso peggio ancora fanno i giornalisti moderatori. Quasi sempre si finisce nell’autocompiacimento o peggio ancore nel parlare di sè e il risultato è che da presentazioni fatte così troppe volte ne usciamo annoiati e meno che mai interessati e bendisposti verso l’acquisto del libro.

E infatti….. la bella libreria allestita nello spazio della galleria, che si sviluppava sinuosamente su dei bei tavoli illuminati era una specie di moloch del passato che il lettore si guardava bene di avvicinare. Una bella installazione certo.  E fateci caso, negli ultimi anni le librerie dei festivals sono l’ultima cosa che l’appassionato e curioso lettore frequenta, rimarcando così che evento del libro non coincide con vendita del libro.

Con questo non voglio dire che queste eventi non servono a niente, è promozione e quindi investimenti sulla lettura, ma il mondo intorno al libro è cambiato e cambia continuamente e quindi è responsabilità in primis dell’editore di capire e provare a cambiare delle formule che non danno più i risultati necessari per sopravvivere prima e poi magari ricominciare anche a crescere. Se si ha tra le mani un buon libro ma un autore “impresentabile”  bisogna assolutamente evitare una presentazione fatta in questo modo, bisogna inventarsi qualcos’altro altrimenti non funziona e l’effeto boomerang è pericolosissimo.

E poi ve lo voglio proprio dire….sono stufo di andare a presentazioni dove gli addetti ai lavori, editors per primi, sono gli unici a gongolarsi per la loro creatura che alla prova dei fatti non vale nulla.

e se mi guardo intorno trovo solo due categorie:

quelli come me e quelli che pur apprezzando l’evento non passano comunque dalla libreria.

e qui a forza di non passare più dalla libreria mi sa che anche gli eventi non avranno più ragione d’esistere.

 

Perchè essere Writers, diciamocelo, non è da tutti (ma questo è un altro tema..o forse no)

 

Fabio Marabotto

 

“Storia della mia infanzia ai tempi di Silvio Berlusconi” opperbacco!! Giovedì 08 novembre 2012 ore 18

8 novembre 2012

Il nuovo romanzo di Guido Caserza, “Storia della mia infanzia ai tempi di Silvio Berlusconi”.

Introduce Paolo Gentiluomo, presenta Marco Berisso.

Lettura di Guido Caserza

“Quando saremo morti, ci dicevamo io e il mio compagno morto, ci mozzeremo la testa e dimostreremo a tutti che si può vivere anche in questo modo e cominciammo persino a scrivere poesie sul destino dei vermi, sognando di farne il nostro mestiere, immaginavamo il nostro negozio di poesie, una bottega scientifica sui vermi senza testa e insieme fantasticavamo sul nostro destino di scienziati dell’alta società.”

“Chi mi trova mi avverta” BooksIN the evening

11 luglio 2012

Venerdì 13 alle ore 21 la libreria BooksIN

di Vico del fieno 40r organizza

Chi mi trova mi avverta”
Un concerto-reading di canzoni e filastrocche che nasce dal nuovo libro di Pier Mario Giovannone

(Chi mi trova mi avverta, Aragno, 2011)

e dall’ultimo cd di Giua e Armando Corsi(TrE, Egea, 2011)

Con Pier Mario Giovannone (voce narrante, chitarra, tamburello)

e Giua (chitarra e voce).

Il Premio Strega 2012, alcune riflessioni prima della classifica finale che ha visto Alessandro Piperno vincitore

10 luglio 2012

VENERDI’ 29 GIUGNO ALLE ORE 18 OMAGGIO A MARTINO OBERTO

25 giugno 2012

OM talk with OM about OM

 

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